martedì 7 settembre 2010
domenica 5 settembre 2010
Molto Malta.
Ha il sapore di gomma bruciata l'asfalto dell'aeroporto di Malta, lo bacio perché il volo mi ha fatto rizzare tutti i peli che ho in corpo anche quelli che ho nel cervello che il lexotan e le diaboliche sigarette seza fumo della RyanAir non sono riusciti ad ammosciare nemmeno per un po' in un mix di sudore e paura delle viscere, e lo bacio davanti all'albergo dopo un viaggio in un taxi guidato contromano e controsterzo e controsenso in un non senso di vie ingarbugliate e palazzi, ma qui non sa di gomma bruciata, sa di sale marino, di mediterraneo vasto e blu, di un blu da far innamorare chi non ha mai conosciuto veramente il mare, di arabi e francesi e inglesi e cannoli siciliani e conigli in via di estinzione e pastizzi in via di ricottazione, ma non lo bacio in camera, devono averlo fatto dei topi per ultimi, topi che non sono mai in via di estinzione, e non bacio nemmeno il tipo della reception madrelingua inglese, che capisce benissimo l'italiano quando devo saldare il mio conto ma non capisce "mai rum esent bin clined for tri deis", verso declamato in lingua inglese perfetta e fluente, e lascia la mia camera molto poco clean per tutto il soggiorno, ma poi le infradito, e i pensieri che rimangono sull'aereo, badate bene pronti ad aspettarvi per il ritorno, e il mojito, e la birra, prima quelle straniere, poi quelle locali di qualità fino ad atterrare di culo rompendosi l'osso sacro sulla Cisk, e il suo colore amaro ma trasparente come a dire, amico che ti aspettavi, e a bere e bere per avere quei peli del cervello più ammosciati possibili, mossi soltanto dalla brezza che si respira in riva al mare, che passa sotto le maniche corte e accarezza la schiena calda di sole e i neuroni svuotati dal fumo di un narghilè, piegandosi talvolta tutti insieme appassionatamente a novanta gradi porgendo le chiappe a maltesi che ti offrono l'amaro tipico che è sciacquatura di piatti alcolica offerta per il cazzo perché te la fanno pagare un occhio del culo, ma poi si va per locali e gli sbronzi e le luci che ti danzano e vomitano intorno, e la mattina che fatica ma ora mi alzo che mi aspetta una merdosa colazione ma sacra, e un espresso dal barista che ammicca alle italiane che splendono di luce propria, e su dai che oggi si visita la valletta e questo e quello e oggi c'è il traghetto, non avrai anche il mal di mare, no cazzo però sul gommoncino mi ci sono rotto il culo e le palle sono diventate a forma parallelepipedale, ma schiaccialo quel pedale scafista maltese che più ci bagniamo più ci divertiamo se non finiamo fuori bordo, ma che cazzo mi frega, ora titti mi tiene a galla, mi vuole bene e mi accompagna in una sensazione stupidamente mai provata prima, e le spiagge con la sabbia che sembra rame agli occhi, rame rovente che brucia sotto i piedi dove hanno girato quei film, e la grotta dove è stato ulisse e gli scogli che spaccano le schiene e i sassi che spaccano le caviglie, ma poi ritrovi il conforto e lo baci lo smoochie con le fragole e la banana, che c'è chi dice che di banane ce ne vogliono 40 per fare un piccolo botticino, e dopo le piccole e grandi avventure che se ci fosse stato chaplin avrebbe detto, questo era il film che dovevano girare a malta, e un telo con un cerotto e una mazza e un cane assunto al cielo con un tubo di pringols e biadesivo e un omino, anzi un ometto, e tanti omini che fanno macgyver e salvano l'amico in pericolo tipo pubblicità dell'amaro, l'antico vaso, pardon, telo, andava salvato, ma non sarebbe stato un amaro maltese, che speriamo sia in via di estinzione, sarebbe stato almeno un montenegro con ghiaccio sorseggiato quando l'ultimo sole è già sceso, seduto in compagnia non di persone ma di Persone, che brindano con te e invece di fare cin fanno cisk, ma è già ora, non te ne sei accorto ed è già ora di ripartire, e i pensieri sono lì, figli di puttana, che ti aspettano al varco, vogliono che tu superi ancora una volta il confine che ti riporterà dal caos all'ordine, sono seduti composti i pensieri sull'aereo e aspettano, aspetterebbero tutta la tua o la loro vita, ma tu ti presenti sull'aereo insieme a quelli buoni di pensieri, insieme alla cisk, alle infradito, alle sigarette fumate fino al filtro a gambe incrociate sulla sabbia, agli ombrelloni che volano via, alla sensazione di non toccare nell'acqua alta, al cerotto con intorno un cane con intorno un telo, alle luci, alle J messe a cazzo in ogni parola, ai calamari fritti profondamente, a un pervertito con i non-suoi occhiali che guarda insistentemente una cameriera, ad ayrton senna che si è reincarnato negli autisti di autobus maltesi, al nordic ma non ai nordic sempre troppo con l'uccello al vento, agli smoochies, al pane col burro prima di mangiare, alla techila, al sale, al limone. Quelli buoni di pensieri che combattono quelli che ti aspettano sull'aereo di pensieri, per tutta la tua o la loro vita. Eccoci a casa ragazzi.
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